Decreto fiscale 2020: anticipate al 2019 le agevolazioni per i lavoratori impatriati

Al fine di combattere il fenomeno della “fuga dei cervelli”, il nuovo art. 13-ter del Decreto fiscale 2020, rubricato “Agevolazioni fiscali per i lavoratori impatriati”, anticipa all’anno di imposta in corso le agevolazioni fiscali per tutti coloro che, a decorrere dal 30 aprile 2019, trasferiscono la residenza in Italia.

Con il precipuo obiettivo di porre un freno al fenomeno migratorio italiano, noto come “fuga dei cervelli”, il Decreto fiscale 2020 anticipa al 2019 il debutto delle agevolazioni fiscali di cui al D.L. n. 34/2019 (c.d. “Decreto Crescita”), previste per i “lavoratori impatriati”.

Come noto, l’art. 5 del Decreto Crescita, intervenendo sull’art. 16 del D.Lgs. n. 147 del 2015, ha innovato la disciplina fiscale prevista per i lavoratori che decidono di trasferire la propria residenza fiscale in Italia, prevedendo una detassazione pari al 70% del reddito complessivo ai fini Irpef.

In sostanza, per i soggetti beneficiari, i redditi di lavoro dipendente, i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e i redditi di lavoro autonomo concorrono alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 30% dell’intero ammontare. Non solo. Se il trasferimento viene effettuato in una regione del Sud Italia (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia), la detassazione aumenta al 90%, con consequenziale tassazione del 10% del reddito prodotto in Italia.

Tuttavia, per poter accedere al regime agevolativo è necessaria la presenza di determinati requisiti.

Chi può accedere al regime di favore? Il regime fiscale de quo è rivolto a quei lavoratori, italiani o stranieri, che, dopo un periodo all’estero, decidono di trasferire in Italia la propria residenza ai sensi dell’art. 2 del d.P.R. n. 917/2986 (c.d. “Tuir”). Quest’ultimo considera residenti in Italia le persone fisiche che, per la maggior parte del periodo d’imposta (cioè per almeno 183 giorni o 184 giorni in caso di anno bisestile), risultino:

- iscritte nelle anagrafi della popolazione residente;

o

- avere nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza.

Inoltre, per poter fruire della disciplina in esame è necessario che:

a) i lavoratori non siano stati residenti in Italia nei due anni precedenti;

b) i lavoratori si impegnino a risiedere in Italia per almeno due anni;

c) l’attività lavorativa sia prestata prevalentemente nel territorio italiano.

In relazione alla durata della fruizione dei benefici fiscali, il Legislatore ha previsto che i lavoratori impatriati possano usufruirne per 5 anni.

Tuttavia, l’agevolazione può essere prorogata nelle ipotesi in cui i lavoratori:

a) diventino proprietari di un immobile di tipo residenziale in Italia successivamente al trasferimento o lo siano diventati nei 12 mesi precedenti;

b) abbiano un figlio minorenne o a carico.

c) abbiano almeno tre figli minorenni o a carico.

Nelle ipotesi sub a) e b), i beneficiari potranno godere di una detassazione pari al 50% del reddito per ulteriori 5 anni. Nel caso sub c), invece, beneficeranno di una detassazione pari al 90% del reddito complessivo, sempre per ulteriori 5 periodi d’imposta.

 

Come premesso, le suddette novità avrebbero dovuto entrare in vigore dal 1° gennaio 2020, ma la Commissione Finanze della Camera, approvando l’emendamento proposto dall’On. Ungaro, ha anticipato i tempi.

 

 

Infatti, in base al nuovo art. 13-ter del Decreto fiscale 2020, le agevolazioni disposte dall’art. 5 del Decreto Crescita si applicano già dal periodo di imposta in corso in relazione a coloro che, a decorrere dal 30 aprile 2019, sono rientrati in Italia e risultano beneficiari del regime disposto per i lavoratori impatriati.

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Lavoratori impatriati e relativo regime fiscale (art. 16 del D.Lgs. n. 147/2015, come modificato dai Decreti Legge nn. 34/2019 e 124/2019)

Requisiti

  • trasferimento della residenza in Italia ex art. 2 del Tuir;
  • residenza all’estero nei due anni precedenti;
  • permanenza in Italia per almeno due anni;
  • attività lavorativa prevalentemente in Italia.

 

 

 

Trattamento fiscale

Detassazione del:

  • 70% del reddito complessivo;
  • 90% del reddito complessivo se il trasferimento avviene in una regione del Sud Italia.

 

Durata

5 anni

Ulteriori agevolazioni

a) Estensione dei benefici fiscali per ulteriori 5 anni con detassazione al 50% del reddito complessivo se il lavoratore:

  • ha un figlio minorenne o a carico;
  • ha acquistato un’immobile residenziale (anche nei 12 mesi precedenti il trasferimento).

 

b) Estensione dei benefici fiscali per ulteriori 5 anni con detassazione al 90% del reddito complessivo se il lavoratore:

  • ha almeno 3 figli minorenni o a carico.

Decorrenza

Anno di imposta 2019 per i lavoratori:

  • trasferitisi dal 30 aprile 2019;
  • beneficiari del regime agevolativo de quo.